STRUTTURA E METALLI
‘Nella coscia nascosto, con fibbie d’oro lo chiuse, in segreto da Era’.
Fibula all'Antica strombata e texturizzata, realizzata in Bronzo Giallo, utilizzabile da sola o in combinazione con uno dei pendenti della Collezione Dionysos.
La struttura del pezzo rispetta filologicamente l'architettura dei corrispettivi antichi, dunque è realizzata come un corpo unico e non è dotata di ganci a scatto, cerniere o rivettature. Per essere indossata si regola aprendola leggermente con un gesto delicato della mano facendo uscire e rientrare con gentilezza l'ago dalla sua sede, spingendolo o facendo pressione dal suo punto più spesso, ovvero in corrispondenza non del terminale ma della sua curvatura, dove lo spillone si attacca alla fine della parte texturizzata.
Misura 38 x 23 mm ca.
Era da tempo che volevo introdurre una Fibula in Collezione, che richiamasse ad un gesto antico e fosse in grado al contempo di rappresentare un passepartout per la contemporaneità, ed eccola qui! Io ne sono completamente innamorata: puoi usarla da sola, con uno dei miei ciondoli che vedi nelle foto oppure con qualche amuleto che hai già, un nastro di velluto rosso o un pezzetto di stoffa a cui tieni. Liberati, ogni tuo gesto creativo la farà brillare e diventare il tuo personalissimo amuleto.
TECNICA
Fusione a Cera Persa.
BRONZO GIALLO
Il Bronzo Giallo è un materiale pregiato e altamente durevole nel tempo. Si tratta di una lega di Rame e Stagno che non contiene Nichel. La sua progressiva patinatura è da considerarsi un fenomeno assolutamente naturale; è possibile pulirlo di tanto in tanto con una goccia di Sidol strofinato su un panno morbido oppure con qualche goccia di limone e un pizzico di sale da cucina, da sfregare direttamente sulla superficie.
Risciacqualo poi con abbondante acqua fredda e asciugalo bene, meglio se con l'aiuto di un asciugacapelli tenuto a ca 15-20 cm, in modo da eliminare qualunque traccia di umidità residua.
🌿 SIMBOLISMO DEL GIOIELLO
‘Dalla terra di Asia
il sacro Tmolo lasciando, per Bromio mi affretto alla dolce fatica, alla pena lietamente penosa, a Bacco gridando evoè.
Chi è nella via? chi nella via? chi?
In casa rientri e la bocca ciascuno mantenga in religioso silenzio;
sempre nel modo dovuto leverò inni a Dioniso.
Beato colui che felice, i misteri divini sapendo, pura conduce la vita e l'anima confonde nel tiaso, celebrando Bacco sui monti con sante purificazioni, e compiendo i riti della grande madre Cibele,
il tirso agitando,
incoronato di edera, rende onori a Dioniso.
Andate Baccanti, andate Baccanti
guidate qui Bromio
dio figlio di dio
Dioniso
dai monti di Frigia
alle ampie contrade dell'Ellade,
il Bromio.
Lui che un giorno nei dolori
fatali del parto,
al volare del lampo di Zeus, la madre partori, prematuro frutto del
ventre,
perdendo la vita al colpo della folgore;
subito in materno rifugio lo accolse Zeus Cronide,
nella coscia nascosto con fibbie d'oro lo chiuse, in segreto da Era.
E lo partorì, quando le Moire compirono il tempo, un dio dalle corna
di toro
e lo incoronò con corone di serpi; perciò la preda selvaggia le menadi intrecciano intorno alle chiome ricciute.
O Tebe, nutrice di Semele,
incoronati d'edera
fiorisci fiorisci di smilace
verde, bello di frutti, e celebra Bacco con rami di quercia e di abete e le vesti di cerbiatto screziato cingi con bende di bianca lana intrecciata.
Coi tirsi violenti renditi puro:
subito danzerà tutta la terra -
Bromio è colui che i tiasi conduce - al monte al monte, dove attende
uno stuolo di femmine
da spole e telai sospinte via dal pungolo di Dioniso.’
Euripide, Baccanti, vv. 64-119. Atene, V secolo a.C.
Indossala con gioia e regalati un sorriso!
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