STRUTTURA E METALLI
Questa meraviglia si integra alla perfezione con gli altri pezzi della Collezione DIONYSOS e brilla di luce propria, dal pendente centrale fino ai grani più minuscoli del girocollo. La forma è leggermente arcuata, per via della stupenda placchetta centrale realizzata in Bronzo Giallo da Cera Persa, con finitura satinata a mano, e ospitante al centro una Zirconia di qualità extra AAA color Tanzanite.
La sezione mediana della collana è composta da un filo di rondelle di Tanzanite naturale non trattata con taglio a mano disposte in degradé, mentre il decorso della composizione impiega grani di Zirconia Verde Asparago con taglio a macchina, leggermente schiacciato ai poli, particolare e regolare, a contrasto con l’irregolarità delle rondelle di Tanzanite.
Si tratta di un pezzo prezioso, dal gusto archeologico, che si ispira alle parure ornamentarie cerimoniali e funerarie del Mediterraneo Antico.
Minuteria in Argento Placcato Oro e finiture professionali con schiaccini e canuttiglia.
Lunghezza complessiva 40 cm ca. Pezzo Unico.
TECNICA
Fusione a Cera Persa e Composizione a freddo.
BRONZO GIALLO
Il Bronzo Giallo è un materiale pregiato e altamente durevole nel tempo. Si tratta di una lega di Rame e Stagno che non contiene Nichel. La sua progressiva patinatura è da considerarsi un fenomeno assolutamente naturale; è possibile pulirlo di tanto in tanto con una goccia di Sidol strofinato su un panno morbido oppure con qualche goccia di limone e un pizzico di sale da cucina, da sfregare direttamente sulla superficie.
Risciacqualo poi con abbondante acqua fredda e asciugalo bene, meglio se con l'aiuto di un asciugacapelli tenuto a ca 15-20 cm, in modo da eliminare qualunque traccia di umidità residua.
🌿 SIMBOLISMO, TANZANITE
VI Chakra.
Pietra particolarmente pregiata, varietà di Zoisite trattata per riscaldamento per far emergere la naturale pigmentazione contenuta. Legata all'intuito profondo, alla visione interiore, alla capacità di sfrondare il superfluo e di raggiungere l'essenza delle cose, nel rifiuto consapevole di qualunque condizionamento o sovrastruttura esterni. Ricerca dell'autenticità, tensione oltre le apparenze alla ricerca della profondità e del significato profondo di ciò che esperiamo.
🌿 SIMBOLISMO DEL PENDENTE
'In associazione e in opposizione alla Vite, nell'Antichità classica l'Edera (Hedera Helix) era una pianta sacra a Diòniso, che per questo motivo veniva anche denominato Kissòs, dal nome greco della pianta.
La Vite e l'Edera sono sorelle che pur essendosi sviluppate in direzioni opposte non possono celare la loro parentela. Entrambe portano a termine una meravigliosa metamorfosi.
Nella stagione fredda la Vite giace come morta e nella sua rigidità somiglia ad un inutile tronco fino a quando, sotto il rinnovato calore del Sole, sprigiona un rigoglioso verdeggiare e un incomparabile succo infuocato. Non meno sorprendente è quanto accade all'Edera: la sua crescita mostra un dualismo che può benissimo ricordare la doppia natura di Diòniso. Dapprima essa produce i cosiddetti germogli ombrosi, i tralci rampicanti con le ben note foglie lobate. Più tardi però appaiono i germogli luminosi che crescono dritti, le cui foglie hanno una forma affatto diversa, e a questo punto la pianta produce anche fiori e frutti.
Si pottrebbe definirla, al pari di Diòniso, la nata due volte.
Il suo fiorire e il suo ricoprirsi di frutti stanno peraltro in un singolare rapporto di corrispondenza e di opposizione rispetto alla Vite. L'Edera fiorisce infatti in Autunno, quando per la Vite è tempo di vendemmia, e produce frutti in primavera. Tra i suoi fiori e i suoi frutti sta il tempo dell'epifania dionisiaca nei mesi invernali. Così in un certo qual modo l'Edera rende omaggio al dio delle inebrianti feste invernali dopo che i suoi germogli si sono spinti in alto nell'aria, quasi fosse trasformata da una nuova Primavera. Ma anche senza tale trasformazione essa è un ornamento dell'inverno. Mentre la Vite dionisiaca necessita il più possibile della luce e del calore solare, l'Edera dionisiaca ha un bisogno sorprendentemente limitato di luce e di calore, e fa germogliare la sua freschissima verzura anche all'ombra e al freddo. Nel bel mezzo dell'Inverno, quando si celebrano trepidanti feste, essa si allarga baldanzosa con le foglie frastagliate sul terreno dei boschi, o si arrampica sui tronchi quasi volesse, al pari delle Menadi, salutare il dio o circondarlo nella danza. La si è paragonata al Serpente, e nella natura fredda attribuita a entrambi si è trovato il motivo per cui essi appartengono a Diòniso.
Nell'Edera si manifesta un tratto particolare della Zoè, della Vita: l'aspetto meno caloroso, di massima quiete, che si riscontra anche nel Serpente, altro simbolo dionisiaco il cui sangue freddo si oppone a quello caldo del Toro o del Caprone.
L'affinità di Edera e Vite è radicata nell'essenza stessa del dio dalla duplice figura: Luce e Oscurità, Calore e Freddezza, ebbrezza di Vita e soffio di Morte che tutto inaridisce. La molteplicità degli aspetti dionisiaci in lotta tra loro, eppure fra di loro congiunti, si manifesta qui in forma vegetale, si erge in lotta con se stessa e prodigiosamente trapassa dall'una forma nell'altra.'
Estratto da A. Cattabiani, Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Milano 1996.
Indossala con gioia e regalati un sorriso!
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