Catenina con Monogramma greco

Catenina con medaglina ovale in Bronzo Giallo recante il Monogramma in greco dell'Imperatrice Teodora presente sui capitelli stambulioti di VI secolo d.C. e su un anello aureo di VI-VII secolo utilizzato come modello-guida.

Catenina e fermaglio in Argento 925 placcato Oro 21 kt.

Medaglia lavorata e incisa completamente a mano da prototipo in cera, successivamente fusa con la tecnica antichissima della Cera Persa.

 

Nota: il Bronzo Giallo è un materiale pregiato e altamente durevole nel tempo. Si tratta di una lega di Rame e Stagno che non contiene Nichel. La sua progressiva patinatura è da considerarsi un fenomeno assolutamente naturale; è possibile pulirlo di tanto in tanto con una goccia di Sidol strofinato su un panno morbido oppure con qualche goccia di limone e un pizzico di sale da cucina, da sfregare direttamente sulla superficie (facendo attenzione a non graffiare la gemma). Risciacquare con abbondante acqua fredda e asciugare bene, meglio se con l'aiuto di un asciugacapelli tenuto a ca 15-20 cm, in modo da eliminare qualuque traccia di umidità residua.

 

DIMENSIONI

Lunghezza catenina: 60 cm 

Dimensioni medaglia: 20 x 14 mm.

 

Teodora di Bisanzio fu un personaggio semplicemente straordinario.

Prima di salire al trono accanto a Giustiniano, prima di rinnovare completamente insieme a lui la città di Costantinopoli e renderla ciò sui cui si basa il riferimento stilistico, materiale e formale dell'intera civiltà bizantina, prima della rivolta del Nika, prima della corona carica di pendulia, oro e gemme incastonate del mosaico absidale della Basilica di San Vitale a Ravenna - che ormai è per tutti un riferimento pop, ma che lei non vide mai, perché a Ravenna non mise piede-, prima della porpora come sudario, della gloria e della fama attraverso i secoli, prima dell'opera teatrale di Victorien Sardou, dei dipinti simbolisti di fine '800, di Sarah Bernhardt coperta di perle al Théâtre du Châtelet, prima di D'Annunzio e della Marchesa Casati, prima di tutto questo..

Teodora era una viaggiatrice.

La sua storia prima di diventare imperatrice è sconosciuta, eppure forse è proprio questa la radice per comprendere a fondo il suo personaggio. Figlia di un umile guardiano di orsi al Circo di Costantinopoli, dopo un'infanzia come danzatrice di mimo e una precoce iniziazione alla prostituzione venne data in sposa ad un fuzionario imperiale, e si trasferì con lui ad Apollonia Sozousa nella Pentapoli Africana. L'unione durò per qualche tempo prima che il marito la ripudiasse. Sola, senza un soldo e nessuna risorsa su cui contare decise di ritornare a Costantinopoli.

 

'Perciò la prima cosa da fare era recuperare la terra e la città amica, dare inizio al suo ritorno, a ciò che la civiltà epica chiamava nostos. Sapeva di non essere pari a un eroe omerico, che tornasse carico di onori da una guerra vinta, ma il suo ritorno fu altrettanto lento: richiese forse tre anni ed ebbe peripezie e soste, lunghe e interminabili.

Teodora percorse migliaia di chilometri, attraversò tutto il Mediterraneo d'Oriente: Africa, Egitto, Palestina, Siria, l'intera Anatolia. Infine raggiunse ancora la capitale, dopo avere non solo molto veduto, come il prediletto Odisseo delle favole antiche, ma anche molto udito. In lingua greca e latina, e anche nei dialetti dell'Egitto e del Levante, in copto, in aramaico.'

 

'Teodora viaggiò, e vide, nella grande tradizione antica e mediterranea dell'autopsia, del 'vedere da sé', che proprio Erodoto aveva formalizzato ed enunciato. Già allora, come più tardi dal trono, le bastava vedere, una sola volta, con il suo sguardo attento. Poi, avere veduto per lei era già sapere, come nell'antichissima etimologia greca di eidon ('vidi'), e di oida ('ho veduto' e quindi 'so').

(Vedere, con i propri occhi, anticamente. Non come nella tradizione medievale dell'auctoritas, dove non si vede, semmai si ode una voce preesistente e superiore, e le si cede).'

Estratti da Paolo Cesaretti, Teodora, Milano 2001

 

 Le collane della collezione Marco Polo sono associate alla tradizione degli enkolpia, amuleti e portafortuna in metallo e pietre preziose da legare al collo, particolarmente diffusi in tutto l'Oriente mediterraneo bizantino sia pagano che cristiano. 

 

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Catenina con Monogramma greco

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    Ognuno di noi appartiene ad una determinata cultura simbolica ed iconografica, che dipende dalla matrice culturale più ampia nella quale si è nati; noi studiamo e ricerchiamo questo aspetto, di cui le pietre e il loro impiego nella storia fanno parte, e ci piace indagare i diversi simbolismi che sono stati associati a determinate varietà gemmologiche in diverse culture, tra le quali ci sono anche la tradizione Ayurvedica indiana e la Cristalloterapia.  

     

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